Il vino di una notte

Il vino di una notte

Il vino di una notte

Tutti a leggere questo articolo per il titolo, eh? Fate benissimo perchè sto parlando del metodo di produzione di un vino che, se realizzato in maniera impeccabile, può regalare sensazioni fantastiche: il vino rosato!

Perdonatemi subito la frase IL ROSATO NON E’ UN VINO, E’ UN METODO! Infatti la produzione del rosato inizia come per i vini rossi e finisce come per i vini bianchi e ci sono fondamentalmente tre metodi per la sua produzione: 2 ammessi e uno proibito!

Subito quello proibito: si mescola vino rosso e vino bianco e si ottiene per lo più una schifezza… Fanno eccezione autorizzata (unico caso in enologia) alcuni champagne francesi e spumanti italiani rosati, che sono prodotti miscelando vini bianchi e vini rossi in modo da ottenere un prodotto finito che nei casi citati è di qualità eccelsa, ma va fatto fare a professionisti.

Un’altro metodo, valido e consentito, è la pressatura diretta: dopo la raccolta, le UVE TUTTE RIGOROSAMENTE A BACCA ROSSA, iniziano la macerazione insieme alle bucce per 12-48 ore, poi vengono pressate e il mosto, separato dalle bucce, inizia a fermentare proseguendo come per i vini bianchi.

Il terzo e più raffinato metodo è quello così detto del “saignèe” o salasso: si parte SEMPRE DA UVE A BACCA ROSSA che subiscono una prima pigiatura soffice, ottenendo il mosto. Quest’ultimo NON viene separato dalle bucce e con esse inizia la macerazione. La durata della macerazione dipende dalla forza “colorante” dell’uva e dal tipo di rosato che si vuole produrre; se si opta per una durata 6-12 ore si parla di “VINO DI UNA NOTTE“, mentre per una durata di 24 ore si parla di “VINO DI UN GIORNO“. Al termine della macerazione, la quantità di mosto desiderata viene estratta e separata dalle bucce (salasso appunto) e viene indotta la fermentazione esattamente come per i vini bianchi. La parte di mosto che invece resta a contatto con bucce e vinacce prosegue la sua strada verso la vinificazione “in rosso” normale, da cui nascerà un vino rosso ovviamente più “concentrato”.

I vini rosati così ottenuti regalano piacevoli aromi di frutta e fiori e possiedono grande freschezza aromatica e gustativa, molto apprezzata soprattutto in estate. Non sono però molto “longevi”: tendono a perdere velocemente queste qualità, a causa del loro scarso contenuto iniziale di polifenoli, antociani e tannini, e vanno consumati “giovani”, preferibilmente non oltre i due anni dalla vendemmia.

Tutti i rosati si sposano magnificamente con salmone affumicato, prosciutto crudo, insaccati leggeri, carni bianche e pesci cucinati e sono eccellenti anche su piatti speziati e di cucina orientale.

E allora, possiamo ben dire soprattutto nelle NOTTI D’ESTATE, BENTORNATO ROSATO!

Se bevi non guidare.

Domenico

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